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I racconti in queste pagine sono frutto di fantasia ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale.

L'isola o il nuovo Eden
Due atti, dieci scene e un finale - atto I

La storia si svolge nel 3400 circa a Mumbai, capitale mondiale e sede del Governo Generale. Sono circa quattrocento anni che sulla Terra, in cui regna da oltre mille anni la pace, vige il matriarcato. on ci sono né eserciti né polizie, infatti, non vi sono più reati, l’ultimo e forse il più odioso è cessato da almeno quattrocento anni.


Personaggi

Atto I

Sulla scena, seduta ad un tavolo posto trasversalmente, Nadia finisce di consultare una cartella di documenti. Sparsi sulla scrivania libroni, DVD, CD-ROM, cassette VHS. Si deve capire che il personaggio si è documentato su qualcosa d’importante. Unica luce una lampada da scrittoio. Sempre sul palcoscenico ci sono: un televisore ultramoderno; un computer acceso e un paio di sedie dall’altro lato del tavolo.

Scena I

Nadia               Cavolo! Sono quattrocent'anni che accadono cose turche! Forse le intenzioni erano giuste, ma il metodo usato è almeno... almeno discutibile.

Preme un pulsante, da fuori scena si sente un campanello, entra una segretaria, presumibilmente.

Michaela           Buongiorno signora! cosa desidera?

Nadia               Vorrei che tu vedessi questa documentazione, poi ne parleremo insieme...

Michaela           (prende il faldone, i dvd e l'altro materiale ed esce) D'accordo... cercherò d'essere veloce.

esce dalla parte da cui era entrata.

Nadia                Devo trovare la soluzione a questa grossa stortura, del resto sono passati talmente tanti anni che se pure fosse stata giusta l'indicazione di quel guru... come si chiamava? Ah, sì, Hare Pollemani... quella ingiustificabile è la vice premier del tempo, Gelda Spay, che strano nome... il significato inglese è praticamente divinatorio.

Sipario

Scena II

In scena c’è uno strano personaggio, è un “Guru”, così almeno è riuscito a farsi ritenere dai suoi contemporaneiH

Hari                 Che bazza! ‘Sti coglioni d'americani basta che gli racconti un po' di cavolate e ti fanno diventare ricco! Son più di mille anni che credono a tutto... e al soprannaturale poi... mi sono comprato questa villa in California perchè c'è un'aura che mi piace. Era di un tale che pure lui aveva fatto credere agli americani che ognuno potesse avere una, come diceva? Ah, sì, una coniglietta. Ma non una vera leprotta. Io non ho mai visto conigliette con tanto di tette! Quelle erano ragazze, ma non ragazze in carne ed ossa. No! Erano su carta. Patinata! Ma sempre di carta, almeno oggi sarebbero degli ologrammi, non li posso toccare, ma sembrano più vere di una semplice foto del ventesimo secolo. Puah, antichità!

Mentre parla si avvicina ad un divano e si siede.

Hari                  Sono stanco, anch'io come quell'Effe, no! Hefner mi sembra, sono riuscito a comprarmi tanto ben della Trimurti; non devo scordarmi di far l'indiano, che Guru sarei se no? Sono nato in questo paese, a Brooklin, o dovrei meglio dire Broccolino, come lo chiamavano i miei avi. E sì, perché il mio bisavolo, o trisavolo o so che cavolo di avolo fosse, venne in questa nazione “da terr'assai luntane” e facendo,lui, un mazzo tanto a poc'a poco fece fortuna e si comprò un locale, ci fece, ‘ndovinate? ‘Na pizzeria! Che fantasia pe ‘nu napoletano! Però c'ebbe raggione! continuò a faticà, meno, ma a faticà, però fece i dollars!

Si rialza, non sa bene neanche lui cosa fare, è annoiato, ma continua a parlare di se.

Hari                 Devo inventarmi qualche altra cosa, strabiliante, perché io nun vojo faticà. Hanno da veni qua a portamme (strofina il pollice e l’indice della mano destra a significare denaro) e fasule.        Li voglio alla porta con i dollari in bocca. E per questo devo far sì che qualcuno un po’ in alto abbocchi alle mie storie. Mi voglio inventare... (pensa intensamente) ... sì, ho truvate! Oggiggiorno c’è solo uno guaio, l’unico reato rimasto è lo strupro. Me vojo ‘nventà che una donna fùrzata, quanno rinasce diventa n’ommo violentatore!

Sipario

Scena III

La scrivania è spostata dalla parte opposta, al fine di sembrare la stanza di Michaela, la quale è seduta, come nella prima scena, e sta finendo di esaminare l’incartamento.

Michaela           Oh, Cristo, chi si sarebbe mai detto tutto questo! Ero convinta che tutto quello che facciamo al giorno d’oggi fosse il più naturale dei modi di vita. Dobbiamo discuterne a fondo nel nostro staff, con Nadia, Arundhati e qualcun’altra ben fidata...

Nadia                (entrando) Vedo che hai già dato un’occhiata a quei documenti. Cosa ne pensi?

Michaela           Certo signora, è sconcertante...

Nadia               Proprio così, mia cara... non possiamo far finta di niente, non possiamo ignorare tutto quello che è successo... ho già studiato il problema, innanzitutto ci occorrerà un’isola, appunto isolata e soprattutto disabitata, ma con delle strutture abbandonate e... l’ho trovata!

Michaela           Davvero?

Nadia               Certamente, è un’isola dell’Oceania, abbandonata dagli abitanti circa duecento anni or sono... ne faremo la nostra base segreta.

Michaela           Sono con lei, capo. Ma credo che dovremmo trovare qualche altra complice...

Nadia               Ho già pensato a questo, ho un certo numero di amiche fidate ed abbastanza intelligenti per farsi coinvolgere nella nostra operazione. (Esce seguita da Michaela)

Sipario

Scena IV

Intorno ad un tavolo ci sono Nadia, Michaela, Arundathi e altre due donne.

Nadia               Come tutte voi sapete, sono ormai circa mille anni che non c’è una guerra su questo nostro mondo, e neanche più reati: avete letto come l’ultimo dei reati sia, in effetti, cessato solo quattrocento anni or sono e in quale modo si è raggiunto quest’ultimo obiettivo...

Arundathi         Certamente si è raggiunto lo scopo, ma a quale prezzo! Sono anni in cui tutti su questo pianeta siamo stati privati di molto...

Nadia               È vero. Dobbiamo trovare il modo di tornare diciamo indietro, senza peraltro far riapparire quell’ultimo reato... voi tutte sapete che io non sono una credente, per questo credo che quanto “rivelò” quel guru, Hare Pollemani, mi sembra si chiamasse... fosse sicuramente una boiata...

Michaela           Non è stato uno scherzo da quanto ho potuto vedere!

Nadia               Assolutamente no! Ora credo che per ribaltare questo disastro dovranno passare alcuni anni, in questo tempo dovremo agire come cospiratrici, saremo i “carbonari” del quarto millennio! Ho studiato la situazione e credo che dovremo costituire una nostra base operativa segreta, l’ho individuata nell’isola di Nauru, oggi è disabitata dopo che, esauriti i giacimenti di fosfati, la popolazione non riuscì a riciclare l’isola in qualche modo conveniente e, pertanto, emigrò nella vicina Australia.

Arundathi          Ma in quale modo potremo attrezzarla per i nostri scopi?

Nadia               Dimentichi che sono ministro della cultura del Governo Generale. Ho pensato ad una com- missione di studio sui popoli autoctoni dell’Oceania. Riuscirò a dimostrare che il luogo migliore sarà proprio quest’isola abbandonata, perché così non ci saranno né inquinamenti ambientali né da parte di popolazioni ancora residenti.

Michaela          Allora siamo pienamente d’accordo. Con le precauzioni del caso dovremo anche trovare altre compagne da aggregare all’impresa!

Nadia               Certamente! A proposito Michaela, ma tu non hai un giovane figlio?

Michaela           Si! È giovane, e fortunatamente non è ancora “iniziato”.

Nadia                Meglio così, avremo qualche tempo per organizzarci bene.

Buio Sipario

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